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Candelo (BI)

Candelo, posto su un terrazzo digradante verso il torrente Cervo, a poca distanza da Biella, ospita il più celebre ricetto medievale piemontese, risalente al XIV secolo: un “unicum” per il suo grado di conservazione, è uno dei Borghi più belli d’Italia.

Candelo
LOCALIZZAZIONE
STATO Italia ITALIA
REGIONE Regione-Piemonte-Stemma.svg PIEMONTE
PROVINCIA Provincia di Biella-Stemma.png BIELLA
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LUOGHI ITINERARI EVENTI

 Il territorio

L’origine del toponimo può essere ricollegata ai sostantivi tardo-latini “Cannellus” o “Cannarium”, o, secondo altre teorie, potrebbe costituire una variante di “Canderum”, ‘colui che fabbrica o vende le corde e le funi’, con allusione ad un luogo noto per le sue funi; potrebbe infine derivare dal personale romano “Candidilla”, nel sintagma (LOCUS) CANDIDILLAE, ossia ‘luogo appartenente a Candidilla’. L’abitato fa la sua comparsa in alcune fonti documentarie del 988 d.C., come feudo di Manfredo di Cavaglià, erede del conte di Vercelli, Aimone; appartenuta a questa famiglia nell’XI secolo, passò nel 1155 ad un’altra nobile casata del luogo, i Biandrate. Entrata a far parte dei territori sabaudi nel XIV secolo fu successivamente suddivisa tra Gerardo Fontana e i signori di Cavaglià; frammentata ulteriormente tra alcuni signori del luogo, nel 1489 divenne possedimento di Sebastiano Ferrero, ministro delle finanze di Ludovico il Moro, che ne ricostituì l’originaria estensione territoriale. Passata in eredità alla famiglia di quest’ultimo, i Ferrero-Fieschi, principi di Masserano, venne assediata e depredata dalle milizie francesi di Brissac (1554-1558). Colpita dalla peste tra il 1500 e il 1600, rimase proprietà dei Ferrero-Fieschi fino al XVIII secolo, alla fine del quale, durante le campagne napoleoniche, conquistò la libertà. L’architettura del luogo è caratterizzata da una suggestiva testimonianza archeologica: il Ricetto, un rione medievale formato da più di cento case di piccole dimensioni, protette da un muro di cinta poligonale con torri cilindriche e quadrate, nonché da un ponte levatoio; la chiesa di Santa Maria Maggiore (XI secolo), con resti di pitture parietali quattrocentesche e altare marmoreo; la parrocchiale di San Pietro, in cui si possono ammirare l’altare maggiore, un fastoso tabernacolo del XVIII secolo, una bella balaustra in marmi multicolori e pregiati dipinti del 1600-1700; i due oratori dei Santissimi Grato e Giacomo (XVIII secolo), a navata unica e portico esterno e di Santa Croce (XVII secolo), con vasto portico e tabernacolo del 1709.

 

Brevi cenni storici

L’Imperatore Ottone III, con suo diploma del 22 ottobre 988, confermava Candelo a Manfredo di Cavaglià, figlio di Ajmone conte di Vercelli.
Pervenuto al conte Amedeo VI di Savoia nel 1374, il figlio Amedeo VII, lo infeudò al piacentino Gerardo Fontana (27 luglio 1387). Per poco più di cento anni, Candelo restò per metà dei Fontana e per l’altra metà ai discendenti del Cavaglià cioè ai Novellino, Lessona e Villani. Nel 1489, gran parte di Candelo venne in possesso di Sebastiano Ferrero, generale delle Finanze di Lodovico il Moro e tutto il territorio, nel volgere degli anni, entrò nella sua giurisdizione, per passare poi per successione al ramo dei Ferrero Fieschi, Principi di Masserano.
Nel 1577, il feudo di Candelo venne eretto in contea in favore di Besso Ferrero Fieschi. Dal 1554 al 1558, Candelo fu ripetutamente occupato da truppe francesi del Brissac. La peste fece più volte la sua comparsa in Candelo specie agli inizi ed alla fine del Sec. XVI, ma ben più triste fu quella del 1630, ’31 e ’32. L’esame dei registri di una sola parrocchia ci dà queste paurose statistiche: 1630, su 63 decessi 26 di peste; 1631 su 111 morti 90 di peste; 1632 su 15 decessi 3 di peste.
Anche dopo i capovolgimenti politici e le varie insurrezioni di Masserano che portarono i Ferrero Fieschi a stabilirsi in Spagna, Candelo continuò ad essere feudo di questa famiglia.
Il 6 luglio 1723, Candelo venne infeudato a Vittorio Amedeo Fieschi; il 14 dicembre 1750 al Principe Filippo Vittorio Amedeo Ferrero Fieschi; il 5 gennaio 1784, al Principe Carlo Pasquale Ferro Fieschi.
Anche a Candelo si fecero sentire i fermenti della Rivoluzione francese; durante il periodo della dominazione napoleonica ha avvio l’iter, che si concluderà nel 1819, del nuovo palazzo Comunale sugli spalti diroccati e dopo l’abbattimento delle case prospicienti per creare la piazza attuale. Col ritorno dei Savoia e la restaurazione, tornarono in vigore i vecchi statuti comunali e ritornò la norma che impediva ai forestieri di possedere beni immobili a Candelo, pena la confisca a favore del regio erario. Nei moti del 1821 furono coinvolti anche dei candelesi: il capitano Pio Moglia, condannato a cinque anni di carcere, il capitano Giuseppe Viana, destituito e il sottotenente Luigi Serra, destituito e poi riammesso.
Nel 1848, al primo parlamento subalpino, ritroviamo un candelese, l’ingegnere Giuseppe Pozzo; nello stesso anno Candelo ospita le truppe piemontesi in rotta e dieci anni più tardi sarà la volta degli Austriaci. Nello stesso anno accoglierà le truppe del generale Garibaldi di passaggio a Biella.
Durante la I guerra mondiale pagherà un tributo di sangue elevato e, a perenne ricordo, resta il monumento eretto nei pressi delle scuole elementari. Numerosi candelesi combatterono per la libertà al tempo del Fascismo, così come documenta la lapide in Piazza Castello
.

Candelo – Una storia millenaria
988, compare per la prima volta il nome di Candelo.
Canderium nel documento in cui Ottone III ne conferma il possesso feudale a Manfredo. L’anno seguente Ottone III infeuda Candelo alla Chiesa vercellese
1179, i conti di Biandrate cedono alla Chiesa vercellese i loro beni in Candelo.
Fine XIII-inizio XIV sec., gli abitanti di Candelo costruiscono il Ricetto su un terreno di proprietà dei signori locali; all’inizio pagano un censo annuo, poi riscattato.
1360, si contano nel Ricetto 157 casupole (oggi sono circa 200)
1374, prima fra le terre biellesi, Candelo fa atto di spontanea dedizione ai duchi di Savoia. Dal 1381 all’87 passa sotto la giurisdizione del capitano di Santhià, nel 1387 Amedeo VII di Savoia lo infeuda a Gerardo Fontana.
1496, I Fontana cedono il feudo di Candelo a Sebastiano Ferrero, già titolare di altri feudi nel biellese, consigliere e tesoriere delle finanze, prima per il Ducato di Savoia e poi per quello di Milano. A Sebastiano Ferrero succede il nipote Filiberto, adottato nel 1517 da Ludovico Fieschi, conte di Masserano, con il quale inizia la dinastia dei Ferrero-Fieschi.
1554-1558, coinvolto nelle lotte tra Francesi e Spagnoli, Candelo è più volte occupato dalle truppe francesi. In uno dei tanti capovolgimenti della situazione, gli Spagnoli costringono alla resa i Francesi asserragliati nel Ricetto, causando allo stesso gravi danni. Nel1561 le fortificazioni e i magazzini del Ricetto vengono riparati.
1577, il feudo di Candelo è elevato a contea in favore di Besso Ferrero Fieschi.
1630-32, la popolazione è decimata dalla peste. Dal 1644 al’49nuove occupazioni spagnole provocano incendi e distruzioni.
1785, Carlo Sebastiano Ferrero Fischi è l’ultimo feudatario di Candelo. Con l’occupazione napoleonica si modifica la struttura politico-amministrativa del borgo.
1819, inizia la costruzione dell’attuale Palazzo comunale sulle antiche mura del Ricetto. Sempre in quell’anno è realizzata l’attuale piazza.
1848, Candelo ospita le truppe piemontesi.
1858, Candelo ospita le truppe austriache e quelle garibaldine.
Seconda metà del XIX secolo: la fillossera e la peronospora distruggono i vigneti candelesi, base dell’economia comunitaria. Muta a partire da quegli anni il sistema sociale, economico e culturale che per secoli aveva caratterizzato la comunità candelese nel quadro territoriale della provincia del biellese.

 

Guarda la sezione bibliografia e per ulteriori informazioni.

 

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CONTATTI UTILI

Comune di Candelo

Indirizzo: Piazza Castello, 29 – 13878 Candelo (BI)
Tel:  015 2534111
Email: cultura.candelo@ptb.provincia.biella.it

 

INFORMAZIONI SUL TERRITORIO

Coordinate 45°32′52″N 8°06′25″E
Altitudine 340 m s.l.m.
Superficie 15,07 km²
Abitanti 8 058 (31-12-2010)
Densità 534,7 ab./km²
Frazioni San Giacomo
Comuni confinanti Benna, Biella, Cossato, Gaglianico, Valdengo, Verrone, Vigliano Biellese