Cavaglià (BI)

L’antica “Cabaliaca”, già esistente in epoca preistorica come dimostrano i menhir, sorge ai bordi della Serra Morenica di Ivrea. Dal XII-XIII secolo notizia di un castello, poi distrutto, ma del quale sono venute alla luce parte delle mura e delle fondamenta. Più recenti sono la chiesa di San Michele, la Nostra Signora di Babilone e la seicentesca chiesa di San Francesco.
Cavaglià
LOCALIZZAZIONE
STATO Italia ITALIA
REGIONE Regione-Piemonte-Stemma.svg PIEMONTE
PROVINCIA Provincia di Biella-Stemma.png BIELLA
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Il territorio

Centro collinare, il cui territorio ha un profilo geometrico vario con variazioni altimetriche non molto accentuate, occupato nella parte occidentale dalle estreme propaggini delle colline moreniche della Serra, sorge a ridosso del lago di Viverone; circondato da una lussureggiante vegetazione lacustre, costituisce un sicuro rifugio per anatre, folaghe, svassi, moriglioni e cormorani. Nelle zone pianeggianti predominano invece coltivi di seminativi, cui contendono lo spazio estensioni di alberi da frutto e lunghi filari di viti.

Brevi cenni storici

L’ipotesi principale dell’origine di Cavaglià è da Cabaliaca (varianti: cabanaca, cabaliate) da caballius poiché, molto probabilmente, luogo di crocevia, prima celtico e poi romano, di collegamenti militari tra le valli biellesi, la Pianura Padana e il Canavese, quindi utilizzato come stazione e rifornimento per i cavalli. Il suo stemma araldico rappresenta, infatti, un cavallo rampante, col motto latino non medu sed vi (non paura ma forza). Altra ipotesi, ma meno probabile, potrebbe risalire dal celtico caula, da cui il latino cavanac o cavaniac, a significare luogo geografico formatosi tra colli isolati, avvallamenti e convalli, e quindi ricco di cave naturali.

Dal ritrovamento di un cromlech (monumento megalitico di menhir disposti in cerchio), principalmente a ridosso del torrente Elvo, e quindi ricollocati (nel 2005) permanentemente presso l’incrocio della statale per Biella, si attestano dei primi insediamenti nel territorio di tribù celto-victimule già intorno al IX secolo a.C.

Nel medioevo Cavaglià fu indicata come tappa del pellegrinaggio lungo la Via Francigena e fu, dal punto di vista circoscrizionale, sempre legata a Vercelli. Compresa nel comitato di Vercelli – parte, a sua volta, della grande marca di Ivrea -, era una curtis (un’azienda agraria) quando fu donata nel 962 insieme dall’imperatore Ottone I al conte Aimone; donazione poi confermata e ampliata nel 988 da Ottone III al figlio di Aimone Manfredo. Quando Ottone III con il diploma del 1° novembre 1000 reintegrò il vescovo di Vercelli di beni che erano stati sottratti alla sua chiesa, annullò alienazioni operate dal vescovo Ingone più di trent’anni prima, tra cui quella di Cavaglià. In seguito Cavaglià continuò a essere assegnata nei diplomi imperiali ai vescovi di Vercelli (in un diploma del 1039 è indicata come Curtem Cavalli) ma sembra che i discendenti di Aimone e Manfredo vi conservassero dei beni come attestano due donazioni (1034 e 1055) al monastero di S. Vincenzo di Cavaglià.

In seguito i conti di Cavaglià si schierarono con Federico Barbarossa e l’adesione alla parte imperiale segnò l’inserimento organico dei conti di Cavaglià e del territorio intorno al lago di Viverone nell’orizzonte della politica territoriale del comune di Vercelli. Cavaglià venne compresa saldamente nel districtus comunale vercellese. Il comune di Vercelli incominciò già sul finire del secolo XII a cercare collegamenti diretti, mediante giuramenti di cittadinatico, con singoli abitanti di Cavaglià. La comunità riuscì così a ritagliarsi un ruolo politico, pur nel contesto di pattuizioni nelle quali la comunità era solo una delle molte parti: nello statuto visconteo del 1341 venne ricordato un patto in cui il comune di Vercelli si impegnava a osservare “omnes libertates, immunitates concessas et privilegia datas et concessas per commune Vercellarum communi et hominibus Cabaliace” con instrumento datato 9 gennaio 1257, allorchè era stato costruito il nuovo borgo di Viverone. Dell’erezione a borgofranco di Cavaglià non è presente quindi una documentazione diretta ma dallo statuto visconteo e dai Biscioni si apprende che la creazione ex novo di un borgo fortificato comportò verosimilmente la costruzione di fossati, terrapieni (terragia), oltre a piazze e strade dentro e intorno al borgo. Le notizie di cui si dispone inducono anche a credere che il territorio esterno al borgo fu oggetto, se non di una vera e propria pianificazione, almeno di un tentativo di rationalizzazione in equilibrio tra la sanzione di situazioni pregresse (il predominio economico da parte di enti religiosi e aristocrazia rurale) e una redistribuzione delle risorse verso cui spingeva una comunità organizzata, in grado di far valere le sue aspirazioni.

Nel XIV secolo il paese soffrì un tentativo di dominazione dei Visconti, respinti però dalla famiglia Avogadro che, nel 1404, si assoggettarono a Amedeo VIII di Savoia.

Il 20 giugno 1590 il duca di Savoia Carlo Emanuele infeudò il luogo di Cavaglià al generale delle finanze Gromis. Del febbraio1663 è un documento con cui la principessa Ludovica Maria di Savoia nominò un procuratore per recarsi a Cavaglià e dal delegato della camera dei conti per prendere possesso del luogo, feudo, giurisdizione, beni di qualsivoglia natura, redditi, ecc. donati alla principessa da sua altezza reale con patenti 7 dicembre 1662 e a ricevere il giuramento di fedeltà degli uomini del luogo e marchesato di Cavaglià e abitanti nel suo terriorio.

Amministrata nel 1799 dalla Repubblica Francese, tornò, dopo la caduta di Napoleone, sotto il dominio dei Savoia, rimanendovi per tutto il XIX secolo.

 

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CONTATTI UTILI

Comune di Cavaglià

Indirizzo:  Via M. Mainelli – 13881 Cavaglià
Tel:  016196038
Email: cavaglia@pec.ptbiellese.it

 

INFORMAZIONI SUL TERRITORIO

Coordinate 45°24′00″N 8°05′00″
Altitudine 271 m s.l.m.
Superficie 25 km²
Abitanti 3 625 (1-1-2012)
Densità 145 ab./km²
Frazioni Fraz. Montemaggiore (a ovest), Fraz. Maiole (a sud-est), loc.tà Brianco e loc.tà Babilone a nord-est
Comuni confinanti Alice Castello (VC), Carisio (VC), Dorzano, Roppolo, Salussola, Santhià (VC)