Gattinara (VC)

Gattinara, centro di antica origine situato alla destra orografica della Sesia, fu eretto borgofranco dal comune di Vercelli nel 1242. Del suo ricco passato, oltre alle chiese cittadine, rimangono la massiccia Torre delle Castelle e i resti del castello di S. Lorenzo, situati sulle colline circostanti. Il territorio produce inoltre i celebri vini Gattinara D.O.C.G. e Coste della Sesia D.O.C. 
Gattinara
LOCALIZZAZIONE
STATO Italia ITALIA
REGIONE Regione-Piemonte-Stemma.svg PIEMONTE
PROVINCIA Provincia di Vercelli-Stemma.png VERCELLI
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Il territorio

Gattinara è situata ai piedi degli estremi rilievi orientali del biellese, allo sbocco in pianura della Valsesia, nella parte centro-orientale della provincia di Vercelli, a confine con quella di Novara, tra Serravalle Sesia, Lozzolo, Roasio, Rovasenda, Lenta, Ghemme e Romagnano Sesia.

Verso sud il suo territorio è caratterizzato una fascia coperta da boschi, brughiere e macchie di arbusti, alternata a rade risaie e campi coltivati: la baraggia, un vasto terrazzo di origine alluvionale che precede le colline, caratterizzato da un terreno argilloso, povero e pressochè impermeabile all’acqua. A partire dalla metà del Novecento, e grazie al miglioramento delle risorse tecniche, gran parte di queste zone sono state dissodate e adibite a riso, ottenendo anche il riconoscimento D.O.P.

Le colline, che costituiscono un elemento peculiare del territorio gattinarese, nei secoli sono invece state sfruttate per la coltivazione della vite, il cui vino Gattinara ha ottenuto il riconoscimento D.O.C.G.

Sullo sfondo argenteo dello stemma comunale è raffigurata una vite “accollata” a un palo fondato su un terrazzo e accompagnato da una tigre rampante alla pianta.

 

Brevi cenni storici

Gattinara, abitata fin dall’antichità dalle popolazioni liguri e celtiche, dal II secolo a.C. fu dominata dai Romani che per primi vi avviarono la coltivazione della vite, di cui sarà grande cultore, nel XVI secolo, il Cardinale Mercurino Arborio di Gattinara (Cancelliere dell’Imperatore Carlo V), considerato l’inventore dei pranzi diplomatici, che fece conoscere il vino della sua terra alla nobiltà d’Europa.

Collocata lungo il fiume Sesia, Gattinara è sempre stata un importante centro tra la pianura e le vie per i valichi alpini. Nel medioevo sorgono numerosi piccoli centri abitati, la maggior parte sui primi contrafforti collinari (Loceno, Locenello, Mezzano, Gattinaria), oltre all’importante centro di Rado, che invece si sviluppa, con il suo castello, lungo la strada Vercellese, accanto al fiume ed al guado per Ghemme.

A ridosso del Mille la popolazione stanziata in questi insediamenti è impegnata nell’opera di dissodamento e sfruttamento di ampie superfici di terreno, sottratte al bosco ed alla brughiera, e verosimilmente nello sfruttamento dei versanti collinari mediante la pratica della viticoltura. A livello politico e strategico in questo periodo cresce anche l’attenzione nei confronti di questa zona, sempre più cruciale nell’ambito degli equilibri di potere che intercorrono tra i comuni di Vercelli e di Novara, per i quali il fiume è linea di confine.

Proprio a guardia delle bocche della Valsesia, distretto di pertinenza novarese, i Vercellesi decidono di costruire tra 1185 e 1187 un forte castello intorno alla pieve d’altura di S. Lorenzo, occupando la sommità di un colle che forse già qualche secolo prima aveva visto lo stabilirsi di un insediamento. Nel 1242, per irrobustire ulteriormente il presidio di questa fascia territoriale, il comune di Vercelli stabilisce di fondare un borgofranco nel quale si dovranno trasferire forzosamente gli abitanti dei piccoli centri della zona. Scompaiono così gli insediamenti poco fa ricordati – ad eccezione di Loceno, divenuta l’attuale Lozzolo – per dare origine al nuovo borgo che prende il nome di Borgo della Pieve, e poi Gattinara.

Il centro abitato, costruito su una maglia regolare e caratterizzato da uno sviluppo urbanistico rigidamente controllato sin dalla fondazione (dodici isolati regolari compresi entro una via di lizza), è munito da un sistema di fortificazioni complesso, integrato – probabilmente a partire dal XIV secolo – da un castello ricetto. Nel 1426 il receptum è menzionato, insieme al burgum e alla villa Gatinerie, nell’atto di dedizione del centro valsesiano ai Savoia.

Numerose chiese si affacciano sulle vie principali, e tra tutte la più importante, la pieve di S. Pietro Apostolo, che costituisce un punto di riferimento, a livello ecclesiastico e sacramentale, per i centri della zona sino a Lozzolo e Roasio.

La vita economica e politica del borgo tra XIV e XV secolo è vivace, e ne è riflesso uno sviluppo artistico di assoluto rilievo, del quale oggi rimane a testimonianza la stupenda facciata in cotto istoriato della chiesa parrocchiale.

Durante il XVI secolo, come altri centri, Gattinara subisce pestilenze, eserciti di passaggio, assedi e saccheggi, nel quadro delle guerre franco-ispaniche, dalle quali il borgo esce malconcio, mutilato delle sue fortificazioni e fortemente depauperato a livello demografico. L’occupazione francese nel 1555 costituisce il momento culminante di questo periodo di crisi, che solo dopo il 1559 trova sollievo, nell’aprirsi di un breve periodo in cui si registra un deciso ristabilimento economico, caratterizzato da un’evoluzione agricola sinora rallentata dagli eventi bellici. Tra 1580 e 1630 – anno della terribile pestilenza – nuove sciagure belliche colpiscono la zona, che solo grazie ad una forte immigrazione dalla Valsesia non vede troppo drammaticamente ridotta la sua popolazione. Grazie a ciò, la ripresa a metà Seicento è abbastanza rapida, testimoniata anche da una intensa e qualificata attività edilizia che vede cambiare i lineamenti del borgo,abbellirsi ed ampliarsi le sue chiese ed i suoi conventi e aumentare la densità edilizia. Il Settecento è per Gattinara un secolo di grande prosperità; mercati e commercio, agricoltura, viticoltura, sono settori prosperi, che alimentano flussi di merci imponenti, facendo del borgo un punto di riferimento per le comunità dell’alta pianura vercellese e un punto di snodo di traffici che in gran parte calcano i valichi alpini.

In questo periodo si sviluppano anche confraternite e compagnie religiose, che con la gestione di infermerie e scuole assicurano alla popolazione una serie di servizi che contribuiscono a migliorare nettamente il tenore di vita anche delle fasce più deboli. A fine ‘700 l’avvento della dominazione napoleonica significa l’abolizione di privilegi feudali e corporazioni religiose: una enorme quantità di beni immobili, confiscata dal governo e immessa sul mercato a prezzi favorevoli, favorisce la formazione di un robusto ceto borghese e la costituzione di molti patrimoni familiari di medie dimensioni. Nel 1820 la demolizione della antica chiesa di S. Pietro e la sua ricostruzione in forme neoclassiche sembra segnare anche simbolicamente la nuova coscienza collettiva di Gattinara, che nel corso del XIX secolo – demolito quanto resta delle antiche fortificazioni – si munisce progressivamente di tutti i servizi e le infrastrutture caratterizzanti le realtà urbane. Col finire del secolo migliorano anche i collegamenti con il Vercellese, che agevolano lo smercio dei vini della zona, ormai consacrati come prodotti d’eccellenza e oggetto di intensa esportazione, mentre tarda a venire uno sviluppo industriale vero e proprio, nonostante la vicinanza a zone da questo punto di vista molto vocate, come il Biellese e la Bassa Valsesia.

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CONTATTI UTILI

 

Comune di Gattinara

Indirizzo:  Corso Valsesia, 119 – 13045  GATTINARA (VC)
Tel:  (+39)0163 824316
Email: protocollo@comune.gattinara.vc.it

 

 

INFORMAZIONI SUL TERRITORIO

Coordinate 45°37′00″N 8°22′00″
Altitudine 265 m s.l.m.
Superficie 33,52 km²
Abitanti 8 340 (31-12-2010)
Densità 248,81 ab./km²
Comuni confinanti Lenta, Lozzolo, Roasio, Rovasenda, Serravalle Sesia, Romagnano Sesia (NO), Ghemme (NO)