In auto / a piedi

La Serra Morenica tra medioevo e vigneti: Magnano, Piverone, Viverone

Il percorso permette di scoprire il territorio di Magnano, dalla romanica chiesa di S. Secondo, passando per il ricetto medievale fino a Villa Flecchia, bene FAI, con una ricca collezione d’arte moderna. Si prosegue sul versante occidentale della Serra Morenica per ammirare gli splendidi scorci del lago di Viverone e dei vigneti circostanti, con una passeggiata lungo un tratto della via Francigena canavesana, dal Gesiun di Piverone fino a Viverone, dove si può visitare l’azienda agricola “Cellagrande” degustando l’ottimo Erbaluce.

L’ITINERARIO IN BREVE

Comuni: Magnano, Piverone, Viverone
Tipologia: in auto e a piedi
Difficoltà: media
Partenza: Magnano
Arrivo: Viverone
Km di percorrenza: 10 Km
Tipo di terreno: asfalto, acciottolato, sterrato
 Periodo consigliato: primavera, autunno

Tappe dell’itinerario e punti di interesse

Il Comune di Magnano, piccolo borgo medievale, è collocato al centro della Serra Morenica completamente immerso nel verde. Il percorso parte da un masso erratico posto nei pressi del bivio per il monastero di Bose, a piedi si raggiunge la chiesa di San Secondo (XI secolo) con il suo splendido campanile romanico, seguendo poi il sentiero nel bosco si arriverà al ricetto medievale di Magnano, uno degli esempi meglio conservati del Biellese assieme a quello di Candelo.

Attraversando il paese si può quindi visitare Villa Flecchia, dimora novecentesca da poco donata al FAI e aperta al pubblico, situata in posizione panoramica sul crinale della Serra dai cui giardini si gode di un panorama unico in grado di abbracciare, da un lato, l’intero Biellese e, dall’altra parte, il lago di Viverone e il Canavese. Al di là della sua posizione di notevole rilevanza, il vero punto di interesse della villa è al suo interno: una ricchissima collezione d’arte moderna, composta prevalentemente da pittori paesaggisti piemontesi di fine ‘800, tra i quali Delleani, Fontanesi, Lupo e Avondo.

Dopo un breve spostamento in auto si raggiungono le rovine del Gesiùn, situato nel comune di Piverone (TO), in località Torrone. I resti dell’antica chiesa sorgono completamente isolati all’incrocio di due stradine di campagna in mezzo a vigneti e campi coltivati. Per le sue caratteristiche architettoniche il Gesiùn (nome dialettale con cui è comunemente noto un edificio sacro, letteralmente “chiesona”, a dispetto delle modeste dimensioni dell’edificio) rappresenta una delle testimonianze più particolari dell’architettura romanica nel Canavese e, grazie alla sua ubicazione, è uno dei punti più suggestivi del tratto canavesano della via Francigena. Da qui si puù proseguire a piedi percorrendo strade di campagna e tratti di strada asfaltata fino ad arrivare all’Azienda Agricola Cella Grande di S. Michele (raggiungibile anche in auto). Situata in posizione incantevole, affacciata sul Lago di Viverone, “Cellagrande” è circondata dai suoi vigneti di Erbaluce, tutti di proprietà che si estendono su una superficie di cinque ettari, e da un parco con alberi ultracentenari, palme ed ulivi. L’azienda occupa la sede di un ex convento benedettino del XII secolo di cui restano la chiesa, in parte ancora nell’originaria struttura romanica e il campanile anch’esso romanico.

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