Ponderano (BI)

Il centro, situato nella pianura biellese, era già probabilmente esistente in epoca romana e fu, nel basso medioevo, feudo degli Avogadro e poi dei Dal Pozzo. Del ricetto, menzionato nel 1405, si conservano la torre-porta e una torre, poi trasformata nel campanile della parrocchiale di San Lorenzo.
 
Ponderano
LOCALIZZAZIONE
STATO Italia ITALIA
REGIONE Regione-Piemonte-Stemma.svg PIEMONTE
PROVINCIA Provincia di Biella-Stemma.png BIELLA
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Il territorio

Centro della pianura biellese con un’economia basata sulle tradizionali attività agricole, industriali e sul terziario. Il territorio ha un profilo geometrico di pianura, con variazioni altimetriche appena accennate; è striato dal corso di numerosi rivi e torrenti, in cui nuotano tinche, arborelle e anguille; confluendo gli uni negli altri, essi irrorano vasti coltivi di seminativi, cui si alternano ampie zone intensamente industrializzate.

 

Brevi cenni storici

L’origine del paese risale, almeno secondo la tradizione, all’epoca dei Romani che avrebbero istituito in questa località il luogo di pesatura dell’oro estratto dal torrente Oremo e dalla Bessa. Prima della conquista romana, Ponderano faceva parte del distretto degli ICTIMULI o VITTIMULI, popolo di origine ligure o celtica che i Romani conobbero nel Biellese quando, circa nel 200 a.C., occuparono la Gallia Cisalpina. I Vittimuli possedevano miniere poste sulle rive dell’Elvo e nei monti del Biellese a cui i Romani diedero il nome di “AUROFODINE” e da cui veniva estratto oro che probabilmente veniva poi pesato a Ponderano, ove sembra esistesse un “PONDERARIUM” (Ponderario), edificio in cui venivano conservati una stadera e i campioni di pesi e misure.

Per trovare le prime notizie storiche su Ponderano occorre risalire all’anno 882, quando, il 16 marzo, il Serenissimo Imperatore Carlo III, detto il Grosso, a persuasione di Littuardo vescovo di Vercelli, donava a favore della Chiesa di S. Eusebio di Vercelli la sua gran Corte, detta Biella della quale Ponderano faceva parte, con sue corti, ville, alpi e pertinenze.

Nel primo periodo feudale il paese fece parte del Comitato di Vercelli e compare infatti nel diploma imperiale del 988 con il quale l’imperatore Ottone III conferma il possesso della zona a Manfredo di Cavaglià, figlio di Ajmone, conte di Vercelli che aveva già ottenuto da Ottone I le corti di Ponderano e dei territori circostanti Biella per cambio fatto con la Chiesa di Vercelli. Nell’anno 998, l’uccisione del Vescovo Pietro di Vercelli da parte di Arduino Marchese di Ivrea, con la complicità di Manfredo, provocò la reazione dell’imperatore Ottone che con diplomi del 7 maggio 999 e del 1º novembre 1000 restituì alla Chiesa di Vercelli i beni e i possessi del Marchese e dei suoi parenti e amici, confermando il dominio di tutto ciò che l’imperatore Carlo aveva concesso a Littuardo Vescovo nell’882. Dal Vescovo lo accettarono poi i discendenti di Manfredo, Signori di Montiglio e Camairano ai quali venne però successivamente confiscato da Enrico II per essere ridato, nel 1014, al Vescovo di Vercelli, Leone.

Dopo alterne vicende, nel 1243, il legato pontificio Gregorio di Montelungo lo vendette al Comune di Vercelli, dal quale passò nelle mani degli Avogadro di Cerrione per rimanervi fino al 1404 quando questi si sottoposero ai conti di Savoia. Amedeo VIII, ricevuto l’atto di dedizione, li reinvestì di tutti i feudi posseduti e, tra gli altri, del luogo, castello e giurisdizione di Ponderano. Gli Avogadro si impegnavano allora a difendere e proteggere la comunità e i singoli e ad assolvere per essi a tutte le imposizioni esterne chiedendo in cambio alla comunità il pagamento di 28 fiorini all’anno. Tramite i bandi e gli ordini veniva poi regolamentata tutta la vita della comunità, non solo dal lato giuridico, ma anche da quello sociale e economico, con particolare riguardo all’attività agricola. Nel 1409 il Castello fu distrutto da un incendio che coinvolse anche gran parte del Borgo e che danneggiò in modo grave l’antica Chiesa.

Nel 1551, previa autorizzazione del duca di Savoia, gli Avogadro cedettero il feudo, con tutta la giurisdizione, alla famiglia Dal Pozzo che già in precedenza vi vantava interessi patrimoniali e che lo mantenne di proprietà fino alla soppressione dei feudi.

Verso la fine del XVIII secolo si registra una mancata insurrezione tentata da alcuni ribelli armati, sostenuti da un Avogadro di Formigliana, che minacciarono il saccheggio del paese. La popolazione unita disperse però gli armigeri dell’Avogadro e impedì che tale disegno venisse portato a termine, molti ribelli, arrestati, vennero fucilati e l’Avogadro stesso poté salvarsi solo grazie all’intervento del principe di Carignano.

Il 14 dicembre 1798 Ponderano passò sotto il dominio dei Repubblicani Francesi che vi istituirono una “Milizia Patriottica”, ma nel 1815, con la caduta di Napoleone, ritornò sotto la giurisdizione di casa Savoia. Per tutto il XIX secolo, escluso un brevissimo periodo durante il quale subì la dominazione austriaca (1859), Ponderano rimase in mano ai Savoia che, dopo l’unità d’Italia, lo inserirono nella provincia di Novara. Nel 1927 il paese passò alla provincia di Vercelli ed in seguito alla provincia di Biella.

 

Per ulteriori informazioni guarda la sezione bibliografia e cartografia.

 

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CONTATTI UTILI

Comune di Ponderano

Indirizzo:  Via E. De Amicis 7 – 13875 Ponderano
Tel:  015541224
Email: urp.ponderano@ptb.provincia.biella.it

 

INFORMAZIONI SUL TERRITORIO

Coordinate 45°30′00″N 8°02′00″
Altitudine 357 m s.l.m.
Superficie 7,18 km²
Abitanti 4 008 (31-12-2010)
Densità 558,22 ab./km²
Comuni confinanti Biella, Borriana, Gaglianico, Mongrando, Occhieppo Inferiore, Sandigliano