Sandigliano

Parrocchia di Santa Maria Assunta

La chiesa centrale è da sempre l’unico centro parrocchiale del paese, la cui rettoria sin dalle prime testimonianze circa la sua esistenza è dedicata al culto della Madonna Assunta. La sua ubicazione è, rispetto all’abitato, centrale, e all’interno del perimetro del vecchio ricetto medioevale di cui oggi ancora si possono vedere alcuni tratti di mura nel lato a est della piazza, dove pure sorge la casa parrocchiale. Si suppone risalente ai secoli XII-XIII. Tuttavia quella che oggi si vede non è la chiesa originaria: domenica 29 luglio 1866, all’ora della Messa mattutina, il vecchio luogo di culto del paese, da tempo bisognoso di restauro, crollò su se stesso. Fortunatamente quel giorno tutta la cittadinanza si trovava in processione al santuario di Oropa, e si evitò un massacro. La popolazione volle leggere nell’episodio un intervento divino della patrona del paese, impressionata anche dal fatto che la statua lignea della Madonna del Rosario, intagliata nel 1738 da Carlo Francesco Aureggio, fosse rimasta illesa nella sua nicchia durante il crollo.

L’attuale struttura fu così costruita a partire dal 1877 e consacrata il 13 agosto 1961, su disegno dell’architetto conte Giuseppe Ferrari d’Orsara Bormida. Si tratta di un edificio neogotico a tre navate, dalla linea semplice, aggraziata da finestroni istoriati narranti la vita della Madonna. Al suo interno, oltre alla cappella dedicata alla statua sopra detta a memoria del crollo, sono presenti un altare dedicato a san Giuseppe e uno alla Beata Vergine d’Oropa. L’altare maggiore della navata centrale è consacrato all’Assunta, raffigurata al centro del coro in un grande affresco del professor Enrico Gamba. Si possono poi osservare alle pareti laterali all’altare affreschi provenienti dall’oratorio oggi sconsacrato di san Bernardo, eseguiti nel 1526 da un allievo della scuola novarese della cerchia dei figli di Daniele Bosis padre, raffiguranti una Madonna col bambino, S. Pietro Levita, S. Fabiano e S. Sebastiano, e una tela dell’inizio del secolo XVII attribuita a Mario Zuccaro raffigurante la Madonna col bambino, S. Giovannino, S. Caterina d’Alessandria, S. Antonio Abate, S. Barnaba e altro Santo, un tempo presumibilmente posta sull’altare della vecchia chiesa dedicato a S. Antonio. Degni ancora di nota sono la piramide del battistero, scolpita nel 1723 da Giuseppe Maria Flecchia e l’organo, realizzato da Guglielmo Bianchi nel 1880.

L’unica traccia esterna che si conservi del vecchio edificio è il campanile. Fino alla fine del XVII secolo assolse a questa funzione il torrione – oggi scomparso – ubicato all’entrata del ricetto, a pochi passi dalla facciata della chiesa, sede del tribunale. Solo nel 1698 si decise di dotare la chiesa di un vero campanile, che è quello attualmente in uso. Si tratta di un’altra torre posta poco distante dal vecchio campanile, ma più vicina al coro. La sua base parrebbe romanica, cioè risalente allo stesso periodo del primo nucleo della chiesa e anteriore alla costruzione del ricetto, con muri dello spessore di 1,20 mt, ciottoli a spina di pesce e lesene angolari in pietra. La sopraelevazione è all’incirca dei secoli XV-XVI. Le uniche aperture sono quattro piccole finestrelle ad arco ribassato, due su un piano e due su un altro, per ciascuno dei lati. La mancanza di archetti pensili, lesene angolari e altri elementi decorativi conferma l’origine civile della struttura. Nel 1699 si aggiunse la cella campanaria, decretando così il nuovo status della torre, inalterato sino ad oggi e oggetto di un recente restauro.

Fonti:

Delmo Lebole, La pieve di Biella – Storia della Chiesa Biellese, Unione Biellese, Biella 1990, vol. VI pp. 169-244

Carlo Gavazzi, Paolo Merlo, L’architettura gotica nella diocesi di Biella, Centro Studi Biellesi, Biella 1980, p. 51

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