Pavone Canavese (TO)

Ricetto di Pavone Canavese – Torre Porta

Le vicende storiche di Pavone Canavese sono, da sempre, legate a quelle di Ivrea, essendo stato dipendenza dei vescovi eporediesi.

Nel sito dell’attuale castello era già presente, fin dal XI secolo, una fortificazione detta “castellazo”, l’estistenza di una struttura fortificata indipendente dal castello signorile è invece documentata dagli statuti di inizio XIV secolo, dove viene menzionato il ricetto in merito alla proibizione di inquinare le cisterne che si torvano “subtus receptum apud viam”.

Il ricetto venne costuito sulla stessa collina del castello, ad ovest di questo. Il nucleo è di forma allungata lungo l’asse nord-sud, ad occidente è delimitato da uno strapiombo e vi si accedeva tramite una torre-porta situata sul lato settentrionale, attualmente inglobata in un fabbricato. Era inoltre presente un collegamento interno con il castello sul lato orientale.

La struttura urbanistica interna è articolata lungo due assi viari longitudinali principali, uno dei quali si biforca verso settentrione. Le cellule edilizie sono singole nelle fasce laterali e doppie in quella centrale e nell’estremità settentrionale. Alcune di queste cellule sono ancora ben conservate e si può osservare come il materiale edilizio impiegato sia la pietra da spacco proveniente dalla collina su cui è costruito il ricetto.

Una curiosità, benchè il ricetto sia uno solo già il Serra riporta il toponimo “Li Recetti” del 1831, conservatosi ancora nella variante dialettale come “I Rusèt”.

 

Bibliografia

SERRA G., Contributo toponomastico alla descrizione delle vie romane e romee nel  Canavese : con una carta stradale, 1927. p. 58.
VIGLINO DAVICO M., I ricetti: difese collettive per gli uomini del contado nel Piemonte medioevale, Torino, 1978, pp. 139-141.
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